La morsa

8-18 febbraio
LA MORSA
atto unico di Luigi Pirandello
con Alessandra Mortelliti, Massimo Roberto Beato, Matteo Tanganelli, Veronica Rivolta
regia Jacopo Bezzi
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La vera protagonista della commedia è Giulia, donna sincera e appassionata, che si trova all’epilogo della sua relazione adulterina con l’amante Antonio.

Il marito Andrea ha scoperto i due amanti e vuole vendicarsi di entrambi stringendoli in una morsa di accuse. In un dialogo serrato con la moglie, Andrea finge all’inizio di non sapere nulla ma con un incalzante gioco di allusioni e mezze parole, all’improvviso rivela la sua scoperta e violentemente incalza la moglie sopraffatta ed attonita, incapace di difendersi dalle accuse del marito, pure lui in fondo colpevole per averla trascurata. Pirandello costruisce in La morsa un’altra “stanza della tortura”, in cui tuttavia non vi è alcun boia. La tortura è l’evidenza della vita che viene mostrata.

Non c’è necessità di alcun torturatore quando le vittime non distinguono la vita dalla tortura. I vincoli sociali fanno sì che i personaggi possano solo sfiorarsi, mentre le loro vite sono staticamente chiuse in bacheche di vetro, simboli di ruoli sclerotizzati, che si ripetono infinitamente senza alcun epilogo. Proprio l’epilogo è riportato nel sottotitolo della pièce: «Epilogo in un atto di Luigi Pirandello».